Janis Joplin
Nel 1971 un'altra stagione di Rock'n'Roll poteva già dirsi conclusa. Come nei primi anni Sessanta, una nuova ondata si era stratificata ai miti che avevano costruito i pilastri del genere: Elvis,Little Richard, Chuck Berry,Fats domino, etc...
Quando la "popular music" americana cominciò a fare parte del rock'n'roll in modo più massiccio, accadde anche che, inevitabilmente, l'audience originariamente riservata al R&R si allargasse considerevolmente. Per tutti gli anni Settanta, il R&R è stato un gigantesco prodotto americano. A volte anche una battaglia un po' assurda, combattuta sempre in quel territorio che confina con la vita privata di una "rock star" e le esigenze di un pubblico entusiasta, vorace e qualche volta un po' soffocante. Non a caso è stato nella seconda metà degli anni Settanta che sono sorte le grandi contraddizioni negli ambienti della musica giovane.
Una svolta decisiva fu quella suggerita dal nucleo di musicisti di San Francisco, originariamente classificati come quelli del "Flower Power". Fu in quella città che qualcuno cominciò a fare della musica diversa e a organizzarsi una vita diversa. Fu lì che le comunità "hippy" cominciarono a speculare sistematicamente sugli obbiettivi degli allucinogeni e a tradurre le immagini in musica. Così, gli acts della Great Society prima, e dei Jefferson poi, insieme a quelli degli amici Grateful Dead, erano veri e propri spettacoli creati per coinvolgere gli spettatori e indirizzarli a una norma di vita, a un modo di sentire, e guidarli verso una scelta in quei difficili anni di cambiamento.
Quando Janis Joplin arrivò a S.Francisco - era il 1965- dovette imbattersi in questo clima. Ma è erroneo pensare che lei facesse una vita attiva all'interno delle comunità locali e che ne condividesse le scelte. Janis nn era originaria della California. Tutta la sua esistenza, anzi, sarà condizionata dall'essere nata e cresciuta(e derisa)a Port Arthur Texas. A San Francisco arrivò vestita come una "Folkie" e,anche musicalmente,fu sempre un pesce fuor d'acqua.
Certo nei primi concerti con The Big Brother & The Holding Co. lo spirito psichedelicoera molto presente.Come in certe composizioni di Peter Albinnel primo album registrato per la Mainstream. Come voleva la cultura dominante, spesso anche i loro erano dei light shows, nel senso che vi era un massiccio impiego di proiezioni psichedeliche e di spots colorati, ma la musica di Janis e del gruppo era altra cosa. Se si riesce a passare oltre il luogo comune, come certe impennate di Cheap Thrills più legate alla espressione musicale di Frisco, si capisce che la materia sulla quale cresce la musica di Janis è differente. Non sapeva cantare altro che i blues. Mentre tutti cercavano di tradurre i suoni le bisbetiche deduzioni di Burroughs, Janis aveva voglia soltanto di gridare come una nera e di arrivare a fare un album perfetto, come quelli che aveva registrato Aretha Franklin con la guida di Jerry Wexler, subito dopo il suo ingaggio con il gruppo Atlantic.
E da lì sono incominciate le contraddizioni e le incomprensioni di Janis con il suo gruppoe con la sua epoca. Janis non partecipò che sporadicamente ai riti psichedelici dei suoi amici. Vestiva come una del movimento, forse, con i lunghi vestiti patchwork, ma fondamentalmente voleva essere una "blues girls", in scena. Fu con la sua energia che impose una musica che , diversamente, in quel momento difficilmente avrebbe attecchito.
Janis Joplin non ebbe niente di tipico, se la sua opera viene rapportata all'epoca in cui visse. Come Jim Morrison (poeta+musicista) riuscì a imporsi solo come musicista, Janis visse la contraddizione di dover imporre la sua musica attraverso una autentica forma di disperazione. Il suo corpo e la sua storia esistenziale furono il veicolo che diffuse rapidamente le sue canzoni. Sono le stesse contraddizioni che schiacciarono le più celebrate rockstar della seconda generazione, molte delle quali morirono nel periodo 1968-1972 con una frequenza davvero allucinante.
L'America dello spettacolo sapeva come sfruttare l'energia di questi personaggi. Tutto rientrava perfettamente in un ingranaggio che proprio allora prendeva piede definitivamente, ma che già si era consolidato attraverso l'immagine della prima "R&R star" bianca, Elvis Presley. In Pratica questi personaggi, che da un lato significavano rivolta, condanna, eversione, venivano, dall'altro, colti nella loro debolezza umana e sfruttati a dovere dai "mass media".
Di Janis (come Morrison, Hendrix...) riuscirono a imporre l'esistenza prima della musica. La storia della povera ragazza maltrattata e derisa a Port Arthur, che veniva a sfogare la propria disperazione nella grande città, fu troppo e troppe volte ripetuta. Soprattutto quando lei partecipò al Dick Cavett show - con i segni dell'eroina visibili sul volto e nel suo modo di parlare- la vicenda fu propinata a milioni di telespettatori con allucinante crudezza e veridicità.
Paradossalmente, quando Janis tristemente imprecava contro il paere che l'aveva vista nascere il pubblico presente aveva il coraggio di esplodere in risate fragorose, come se si trattasse di uno spettacolo vero e proprio, di una commedia, in cui il racconto di un'esistenza è solo una finzione. Allo stesso modo, montarono in modo incredibile il ritorno di Janis a Port Arthur. Come si può vedere nel film Janis, lei era a disagio tra i festeggiamenti che le avevano organizzato. Lo disse, più tardi, che non avrebbe mai dovuto tornare.
Essere delle "rock stars", allora, significava scontrare la proria fragilità umana contro un sistema disumano. Anche Janis poté pensare solo sporadicamente all'idea di uno psicanalista, di una casa in campagna dove vivere con gli amici e trovare un po' di pace, a una fuga, a un'evasione. C'erano i concerti da rispettare; pensare al nuovo gruppo; ascoltare i nuovi musicisti. E poi dormire ogni notte in un "Holiday Inn" diverso! Dalla vita non avrebbe potuto sperare di più che raccattarsi un ragazzo ubriaco in qualche bar del Villge, a New York, e trascinarselo al Chelsea Hotel. E magari arrivare all'alba senza che questi avesse trovato un po' di forza per fare l'amore.
Janis Joplin non avrebbe mai potuto vivere un'esistenza normale e ordinata in questo frastuono. L'unica alternativa che lei vedeva per riempire il vuoto della sua anima era quella di vivere in maniera convulsa, senza lasciare mai niente indietro. Un bicchiere dietro l'altro, un uomo dietro l'altro. E perchè no?, anche qualche donna. Se è l'affetto quello che manca. Ma L'affetto non si colma in una notte. Lei lo sapeva. Ma no riusciva a essere diversa con un uomo. Ci riprovava. Ma era comunque intransigente, asfissiante. E non era bellissima al punto di potersi permettere di chiedere amore a ogni istante della giornata. Non fosse stata una star, forse sarebbe stata ancora più sfortunata nei suoi incontri. Perchè, chiaramente, molti amanti li ha avuti in merito al nome che portava. E' una realtà dura da digerire, ma una realtà. Inutile incensare dei miti, per farli vivere ancora nella contraddizione e nel limbo.
Janis Joplin era una donna,prima di essere un'artista. Il succeso non ha giovato alla sua vulnerabilità, questo è chiaro. Il suo essere artista è stato potenziato dalla sua sofferenza. Nelle sue storiche esibizioni ha scaricato la sua infelicità, la sua impotenza, la sua solitudine.
Ma c'era al mondo qualcosa che avrebbe potuto colmare lacune così grandi? E' controverso se Janis si drogasse per attraversare l'audience con più forza, o se lo facesse per aiutare se stessa ad andare avanti. Ma la seconda ipotesi è certamente più plausibile. Anche perchè - va charito una volta per tutte- la sua vera "droga" era l'alcool. Sporadicamente fece ricorso a massiccie dosi di eroina e per lunghissimi periodi rimase lontana. Fu un caso: proprio in un momento della sua esistenza che sembrava essersi stabilizzata, una dose le fu letale.
Janis beveva moltissimo. Quasi in ogni istante della giornata. L'alcool, unito alle pillole per dormire, le avevano rovinato il fegato, la pelle, e quel po' di equilibrioche le era rimasto. Tutte le volte che aveva usato altre droghe -quelle di moda allora, LSD e "fumo"- lo aveva fatto perchè coinvolta da altri:dagli amici e dalle conoscenza occasionali a New York o a San Francisco.
Fondamentalmente, come "blues girl" Janis aveva bisogno di un altro tipo di "appoggio" per affrontare l'audience. L'alcool era l'ideale. Infatuata com'era di Bessie Smith, poi!...Ma va anche considerato che molti artisti morti in quegli anni furono proprio vittime dell'eroina, in un periodo in cui questa droga, tra i giovani, aveva un'incidenza minima. Questo può spiegarsi facilmente: l'eroina, più dell'LSD e dell'hashish, offriva la possibiltà di entrare in scena con più coraggio; di sentirsi in gamba e in pace almeno per l'arco di una performance. Ma anche Elvis, a suo modo, non era rimasto schiacciato e condizionato dalla stragrande popolarità cui era arrivato?
Unire in modo confuso e caotico la vita pubblica e quella privata per non perdere il filo dell'immagine che si vuole costruire e mantenere nei confronti di un pubblico che com'era il R&R a quei tempi, richiedeva da un artista il massimo della partecipazione fisica e vocaleon stage.
Nel panorama della fine degli anni Sessanta il "rock'n'roll man" non era solo un produttore di musica, ma soprattutto di immagini. La figura della "rock star" tipica è quella che scaturiva dalla sua vita, dai suoi atteggiamenti, dal suo modo di vestire e di parlare, di presentarsi, di raccontare la propria vita... Non era un musicista (o almeno non lo era soltanto) il "rock'n'roll man" dell'epoca. Era una costruzionepiù o meno geniale destinata al pubblico. Decisamente, le personalità più autentiche sono state quelle poi crollate. Perchè hanno scelto come immagine la propria, il riflesso della propria esistenza.
Jim Morrison in scena non era niente più che se stesso. Janis non ha fatto che scegliere composizioni legate al proprio spirito. Non ha composto che canzoni sulla propria solitudine. Non Ha fatto che gridare agli altri niente altro che le proprie necessità. La gente l'ha amata per questo. E' questo il vero artista? A volte. Quando non è una maschera. Ma la biografia di Janis può raccontare qual è stato il prezzo.
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